Va.Do al Pigneto ed i sapori della tradizione

Alberto Blasetti / www.albertoblasetti.com

Roma, Pigneto. Il quartiere di Pasolini, zona un tempo poco apprezzata ed ora foriera di continue novità in ambito ristorativo: dai locali di cucina gourmet alle enoteche, dalle pizzerie a posti aperti praticamente ad ogni ora, sino a giungere a riferimenti storici come “Necci”. Ed è proprio ad angolo con il famoso bar (ora divenuto anche tanto altro), che si trova Va.Do al Pigneto, ambiente raccolto e suggestivo, arredato con stile, dalle mura con i mattoni a vista e più sale, una piccola all’ingresso, un’altra adiacente al bancone del bar ed infine una più grande che contiene una trentina di coperti.

Luogo accogliente, atmosfera piacevole ed intima, una sorta di bistrot con l’anima della trattoria, perché nel menu si fondono grandi classici e creazioni o reinterpretazioni che danno vista ad un ventaglio di scelte piuttosto interessante. A tavola siamo in quattro, tutti “addetti ai lavori”, e decidiamo di ordinare più piatti da dividere per poter provare più sapori e consistenze. In apertura, tra gli antipasti, scegliamo il “Crudo e Croccante”, un nido di verdure croccanti in tempura con selezione di crudo di salmone, spigola e tonno in salsa di soia, che si fa apprezzare soprattutto per la qualità della frittura, croccante ed asciutta. Proseguiamo con “La Fritturina” (confermando che non abbiamo a cuore il destino del nostro fegato), un misto di verdure e calamaretti, anche in questo caso ben eseguito. Questa prima parte si chiude con una coreografica “Cheesecake taralli, ricotta, pesto e gamberi rossi”, che risulta purtroppo esser penalizzata dal troppo aglio nel pesto, unica nota dolente di un piatto altrimenti molto interessante e con “Val Chisone“, un tomino fondente in pasta phillo con chutney di pere alla grappa, pepe nero e speck croccante.

Tra i primi scegliamo la “Cacio e Pepe con Carciofi”, molto buona con dei carciofi fritti che creano un inebriante gioco di consistenze per il palato, e dei ravioli “Cacio e Ovo”, ripieni di cacio e uovo con guanciale croccante, pepe nero e crema di pecorino, veramente golosi. Dopo aver provato sapori così diretti ed intensi il successivo risotto con crudo di pesce non riesce a farsi notare a causa della sua delicatezza e comunque anche per una mancanza di legame tra gli elementi del piatto. Giunti quasi stremati per l’abbondanza delle porzioni, decidiamo di affrontate uniti la temuta “Orecchia di elefante”, una doppia cotoletta di vitello da latte panata e fritta in burro chiarificato con patate arrosto. C’è poco da dire, da Va.Do non hanno bisogno di lezioni sulla frittura, anche in questo caso il prodotto è asciutto e croccante e la carne è davvero buona. La mia cena si chiude con un tiramisù (immancabile termine di paragone che utilizzo sempre) buono, con una crema sufficientemente ricca di sapore e leggerezza.

Va.Do è un bel ristorante, un luogo nel quale poter trascorrere una piacevole serata mangiando bene; ci sono sicuramente piccoli accorgimenti da apportare in fase di realizzazione di alcuni piatti e la carta del vino può esser ulteriormente implementata con nuove etichette, ma è sicuramente un locale che sento di consigliarvi.

Va.do al Pigneto
via Braccio da Montone 56 Roma
Tel. 0645553582

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